La storia del Giardino Thieu Phuong è legata all'epoca d'oro della dinastia Nguyen, a partire dal nono anno di regno dell'imperatore Minh Mang (1828). Il sovrano fece edificare il giardino nella parte orientale della Città Proibita Purpurea, proprio all'interno della porta Hung Khanh, con l'ingresso principale rivolto a sud verso il Duyet Thi Duong, il teatro reale di corte. Da allora, il giardino divenne un'oasi di tranquillità riservata al sovrano per riposare, meditare e mettere in pratica la filosofia dell'armonia tra «cielo, terra e uomo».
Nel 1841, sotto il regno dell'imperatore Thieu Tri, il Giardino Thieu Phuong visse il suo periodo di massimo splendore. Durante i quasi tre anni di lutto imperiale, il sovrano trasformò il padiglione Hoang Phúc nel cuore delle attività quotidiane e degli affari di Stato, ordinando al tempo stesso la costruzione di nuove strutture: il padiglione ottagonale Nhan Thanh Bat Bieu, lo stagno di loto Lien Tri e il padiglione sull'acqua Trung Quang Ta (in precedenza Luong Dinh Dieu Ngu) sulle sponde del lago Ngoc Dich. Questo periodo vide anche eventi storici leggendari, tra cui l'occultamento del tesoro dell'imperatore Minh Mang, consistente in oltre 39.964 lingotti d'argento (circa 15 tonnellate), nascosti in cavità segrete all'interno dell'area.

Tuttavia, a partire dall'epoca dell'imperatore Dong Khanh (1886–1889), le turbolenze politiche e il periodo dei «Quattro mesi, tre re» portarono al progressivo smantellamento del giardino. Nel 1896, sotto il regno di Thanh Thai, il padiglione Hoang Phuc fu demolito, lasciando il Giardino Thieu Phuong in stato di abbandono per quasi un secolo. Ciononostante, la struttura architettonica del corridoio Van Tu Hoi Lang rimase intatta, costituendo una base fondamentale per i successivi lavori di restauro.
All'inizio del XXI secolo, il Giardino Thieu Phuong ha intrapreso la via della rinascita. A partire dal 2002, il Centro di Conservazione dei Monumenti di Hue, in collaborazione con l'associazione francese Art Nouveau, ha organizzato convegni scientifici basati sui rilievi archeologici del 1999–2002 per avviare la ricostruzione. Oggi, pur occupando circa due terzi della sua estensione originale, il giardino è stato sapientemente restaurato e adattato, ergendosi a viva testimonianza della straordinaria resilienza del patrimonio di Hue attraverso le vicissitudini della storia.


