Il riso glutinoso in canna di bambù non è nato all'interno di cucine moderne, bensì dall'esigenza di sopravvivenza e di adattamento delle comunità etniche montane. Racconta la storia dell'ingegno e della maestria di genti che hanno saputo valorizzare le risorse spontanee della foresta per dare vita a un capolavoro culinario.
Origini legate allo stile di vita nomade e all'agricoltura itinerante
Questa pietanza affonda le proprie radici nelle consuetudini nomadi e seminomadi delle minoranze etniche montane, quali i Thai, i Muong, i Tay, i Dao e gli Hmong nel Nord-ovest, nonché gli E De, i Gia Rai e i Ba Na negli Altipiani Centrali. Durante le lunghe spedizioni nelle foreste o le giornate di lavoro nei campi d'altura lontani dai villaggi, trasportare pentole e stoviglie era pressoché impossibile.

Le canne di bambù giovani e fresche, abbondanti nella foresta, divennero la soluzione ideale. Riso glutinoso ben lavato, limpida acqua di sorgente, un pizzico di sale o foglie selvatiche aromatiche: il tutto racchiuso in segmenti di bambù e cotto sulla brace ardente. Nato da una necessità quotidiana, il riso in canna di bambù è diventato un fedele compagno di viaggio per gli abitanti delle alture lungo ogni sentiero.


