La bellezza del culto della Dea Madre a Hue: l'identità spirituale dell'antica capitale

Vietnam centrale

Thua Thien Hue

Sovaba.travel

Aggiornato: 25/09/2026

1. Che cos'è il culto della Dea Madre?

Il culto della Dea Madre è una delle forme di fede popolare più caratteristiche del popolo vietnamita, originata dall'usanza di venerare le divinità femminili e la figura potente della Madre. A Hue, questa credenza reca un'impronta distintiva legata al sistema dei Quattro Palazzi (Tu Phu), differente dal sistema dei Tre Palazzi (Tam Phu) diffuso nel Nord. I Quattro Palazzi comprendono quattro reami sacri: il Palazzo del Cielo (Thien Phu), il Palazzo della Terra (Dia Phu), il Palazzo delle Acque (Thoai Phu) e il Palazzo delle Foreste e delle Montagne (Nhac Phu). Ciascun reame è retto da una Dea Madre, tra cui la Dea Madre Thien Y A Na – divinità cham integrata nel pantheon vietnamita – riveste un ruolo centrale nella vita spirituale degli abitanti della regione di Hue.

Oltre a celebrare la donna, il culto della Dea Madre riflette l'eterna aspirazione umana a una vita prospera, felice e serena. In virtù di questo profondo significato, nel 2016 l'UNESCO ha iscritto le «Pratiche legate alla credenza vietnamita nelle Dee Madri dei Tre Palazzi» tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell'Umanità, confermando il valore spirituale e la straordinaria vitalità di questa tradizione nella cultura vietnamita.

Tempio di Hue Nam, noto anche come tempio di Hon Chen
Foto: Tempio di Hue Nam, noto anche come tempio di Hon Chen  

2. Origine e sviluppo del culto della Dea Madre a Hue

Il culto della Dea Madre a Hue rappresenta un singolare incontro tra la cultura viet e quella cham. Quando le prime comunità vietnamite migrarono verso la regione di Thuan Hoa – Phu Xuan, portarono con sé il culto della Dea Madre dal Nord, in particolare la devozione verso la Dea Madre Lieu Hanh originaria di Nam Dinh. Su questa nuova terra, tale credenza si fuse armoniosamente con il culto delle divinità femminili cham, in primis Thien Y A Na, venerata come la «Madre della Terra» dal popolo cham. Questo sincretismo culturale fu documentato molto presto nell'opera O Chau Can Luc (1555) di Duong Van An, che descriveva i riti religiosi lungo il fiume Kim Tra, nel luogo in cui sorge oggi il tempio di Hue Nam (tempio di Hon Chen).

Con l'avvento della dinastia Nguyen, il culto della Dea Madre a Hue fu elevato al rango di rito di Stato. Nel 1802, l'imperatore Gia Long conferì a Thien Y A Na il titolo onorifico di «Thien Y A Na Dien Ngoc Phi», sancendo ufficialmente il ruolo centrale di questa divinità nella vita spirituale. Sotto il regno dell'imperatore Dong Khanh, il tempio di Hue Nam (tempio di Hon Chen) divenne il centro principale del culto della Dea Madre nell'area di Hue, raccogliendo decine di migliaia di fedeli. I grandi festival si svolgono nel terzo e nel settimo mese lunare con solenni processioni della Dea Madre sia via terra sia lungo le acque del fiume dei Profumi, dando vita a uno spazio culturale e spirituale al contempo sacro e di alto valore artistico, profondamente impresso nella vita della popolazione dell'antica capitale.

Festa del tempio di Hon Chen
Foto: Festa del tempio di Hon Chen  

3. Rituali e suggestive forme di arti performative

Nello spazio sacro del culto della Dea Madre, i rituali non sono semplici celebrazioni religiose, bensì una sublime fusione di spiritualità, arte e folklore. In particolare a Hue, le cerimonie e le relative forme di arti performative compongono un quadro vibrante, al contempo solenne e profondamente artistico, che attesta il fascino inconfondibile di questa tradizione.

Festa del tempio di Hon Chen 

La festa del tempio di Hon Chen, celebrata nel settimo mese lunare, rappresenta il momento culminante del culto della Dea Madre a Hue. È l'occasione in cui la comunità celebra i riti per accogliere la Dea Madre e invocare la pace e la prosperità della nazione. L'aspetto più suggestivo è la processione sul fiume dei Profumi, animata da decine di imbarcazioni a forma di drago che trasportano il palanchino imperiale della Dea Madre, i decreti reali sigillati e gli arredi sacri come stendardi e ventagli cerimoniali. Questo rito non ha solo un profondo valore spirituale, ma si presenta come una variopinta tela folcloristica che attrae migliaia di fedeli e visitatori.

Canti rituali Chau Van e possessione Hau Dong

Il canto rituale chau van è una straordinaria forma d'arte popolare, indissolubilmente legata al rituale di possessione hau dong nel culto della Dea Madre. A Hue, il canto chau van eredita la ricchezza della musica tradizionale vietnamita, arricchendosi delle sfumature melodiche tipiche del canto tradizionale di Hue. I medium, abbigliati con sfarzosi costumi cerimoniali, incarnano le divinità per invocare benedizioni e dispensare doni di buon auspicio. Il rituale collettivo di hau dong a Hue costituisce un tratto peculiare rispetto alla pratica individuale prevalente nel Nord, offrendo una notevole ricchezza espressiva.

Costumi e danze rituali 

Gli abiti cerimoniali nel culto della Dea Madre a Hue nascono dall'intreccio tra elementi viet e cham, con splendidi abiti tradizionali variopinti, turbanti avvolti e raffinati accessori. Le danze rituali, in particolare la danza delle ombre, possiedono una straordinaria carica espressiva e rievocano le figure delle divinità. Questi elementi non soltanto rendono omaggio alla grazia femminile, ma testimoniano anche un mirabile incontro culturale.

Abiti cerimoniali nel culto della Dea Madre
Foto: Abiti cerimoniali nel culto della Dea Madre 

4. Significato culturale e spirituale del culto della Dea Madre

Il culto della Dea Madre esalta il ruolo della donna non solo come fonte di vita e nutrimento, ma anche come simbolo di forza, compassione e protezione. Divinità come Thien Y A Na o Lieu Hanh sono considerate spiriti protettori che accompagnano il popolo nelle difficoltà quotidiane. Dietro questa devozione si cela un profondo valore umanistico: affrancare la figura femminile dai pregiudizi della società feudale, collocandola al centro della vita spirituale della comunità.

A Hue, il culto della Dea Madre è paragonato a un «museo vivente» della cultura vietnamita. Dalle maestose architetture dei santuari alla musica sacra chau van, fino alle processioni variopinte e festive, ogni elemento riflette lo spirito di coesione comunitaria, l'amore per la terra natia e la tradizionale riconoscenza verso le proprie radici, secondo il detto «bevendo l'acqua, ricordati della sorgente».

Una fede che celebra il ruolo e la bellezza delle donne
Foto: Una fede che celebra il ruolo e la bellezza delle donne 

Oltre al legame con il passato, il culto della Dea Madre orienta gli individui verso il presente con l'auspicio di salute, prosperità e felicità. I rituali come l'hau dong non costituiscono un semplice dialogo tra l'uomo e il divino, ma rappresentano un saldo legame comunitario in cui fede e speranza vengono condivise, alimentando la durevole vitalità di un patrimonio culturale unico del popolo vietnamita.

Il culto della Dea Madre a Hue è una preziosa gemma nel patrimonio spirituale dell'antica capitale. Grazie all'armoniosa fusione tra la cultura viet e cham, arricchita da vivaci celebrazioni come la festa del tempio di Hon Chen e i canti rituali chau van, questo culto non solo celebra il ruolo della donna, ma contribuisce anche a custodire l'identità nazionale. Nel contesto contemporaneo, preservare e valorizzare il culto della Dea Madre non soltanto salvaguarda il patrimonio culturale, ma dischiude anche promettenti opportunità per lo sviluppo del turismo spirituale, facendo conoscere sempre più il fascino di Hue nel mondo.

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