La costruzione dei Tunnel di Vinh Moc: Una leggenda nella terra di fuoco di Quang Tri

Vietnam centrale

Quang Tri

Tunnel di Vinh Moc

Sovaba.travel

Aggiornato: 25/09/2026

1. Il contesto storico che portò alla nascita dei Tunnel di Vinh Moc

Dopo gli Accordi di Ginevra del 1954, Vinh Linh divenne una zona di confine, situata immediatamente a nord del fiume Ben Hai. Rappresentava la prima linea del Nord socialista, oltre a costituire una posizione strategica cruciale per inviare rifornimenti al Sud e proteggere l'isola di Con Co. A partire dal 1965, dopo l'incidente del Golfo del Tonchino, gli Stati Uniti intensificarono la guerra di distruzione attraverso bombardamenti aerei e colpi di artiglieria. Vinh Linh divenne un bersaglio primario, subendo lo sgancio di oltre 700.000 tonnellate di ordigni tra il 1965 e il 1972. In media, ogni singolo abitante dovette sopportare circa 7 tonnellate di bombe.

Il villaggio di Vinh Moc, affacciato direttamente sul mare e distante circa 7 km da Cua Tung, era considerato una "zona della morte", bersagliata costantemente dai velivoli e dalle flotte navali. In superficie, i centri abitati furono rasi al suolo. Proprio in questo drammatico scenario di vita o di morte, lo slogan «Non cedere un solo palmo, non allontanarsi di un millimetro. Ogni villaggio, ogni comune è una fortezza» offrì la motivazione fondamentale all'esercito e alla popolazione locale di Vinh Linh per trasferire la propria esistenza dalla superficie alle viscere della terra.

Le immagini appese lungo i due lati dei corridoi del tunnel
Foto: Le immagini appese lungo i due lati dei corridoi del tunnel 

2. Come gli abitanti di Vinh Linh iniziarono a scavare i Tunnel di Vinh Moc?

Nel contesto di un conflitto sempre più aspro nella zona di Vinh Linh, alla fine del 1963 Tran Nam Trung, rappresentante dell'Ufficio Centrale per il Vietnam del Sud, propose durante una missione locale di studiare e applicare il modello dei tunnel di Cu Chi per realizzare un sistema difensivo sotterraneo. Accogliendo tale suggerimento, il Comitato del Partito della Zona di Vinh Linh diede prontamente mandato di attuare il piano di scavo per mettere in sicurezza i civili e preservare le forze combattenti.

L'incarico di effettuare i rilievi e coordinare i lavori fu affidato a Le Xuan Vy, comandante del Posto di Polizia Armata del Popolo 140. Nonostante avesse completato soltanto la scuola elementare e disponesse unicamente di una vecchia bussola come strumento tecnico, egli studiò di persona la conformazione del terreno, scegliendo come sito di costruzione la collina di terra rossa basaltica a ridosso del mare di Vinh Moc. Questo tipo di suolo, caratterizzato da un'elevata coesione, si prestava a scavi in profondità garantendo al contempo un'eccellente stabilità strutturale.

Il 25 luglio 1965, il primo colpo di zappa fu sferrato dal membro del comitato Ngo Tran, sancendo l'inizio di questa straordinaria opera storica. Inizialmente, lo scavo dei cunicoli ebbe un carattere sperimentale con l'apporto di alcuni giovani dell'unione. Tuttavia, dinanzi alle impellenti necessità imposte dalla guerra, l'iniziativa si trasformò rapidamente in una mobilitazione generale che coinvolse l'intera popolazione, all'insegna del principio: «militarizzazione di tutto il popolo, fortificazione dell'intero territorio».

Una delle uscite del tunnel
Foto: Una delle uscite del tunnel

3. Lo scavo della rete sotterranea sotto una pioggia di fuoco

La costruzione si protrasse per quasi due anni (1965-1967), concentrandosi in particolare tra la metà del 1966 e la fine del 1967, richiedendo 18.000 giornate di lavoro e la rimozione di oltre 6.000 m³ di terra e roccia. I residenti si organizzarono in squadre a turno: due addetti allo scavo, uno alla raccolta e uno al trasporto. I lavori proseguivano ininterrottamente, di giorno come di notte. Ciascun lavoratore riusciva a scavare in media appena 0,45 m³ al giorno a causa degli attrezzi rudimentali impiegati (zappe e pale ricavate da involucri di bombe inesplose, ceste di bambù). Per non farsi individuare, la terra di scavo veniva gettata in mare o mascherata con la sabbia. Si procedeva secondo il motto: «Se il nemico rastrella, fermare lo scavo; se il nemico si ritira, riprendere lo scavo». Anche quando le bombe esplodevano sopra le loro teste, gli scavatori continuarono a resistere con incrollabile determinazione.

Oggi i tunnel di Vinh Moc sono diventati una celebre meta turistica
Foto: Oggi i tunnel di Vinh Moc sono diventati una celebre meta turistica 

4. La singolare architettura del complesso sotterraneo di Vinh Moc

I Tunnel di Vinh Moc furono ricavati nelle profondità della terra rossa basaltica per una lunghezza complessiva di circa 2.000 m, articolati su 3 livelli comunicanti tra loro, adibiti a molteplici funzioni durante il conflitto bellico.

  • Livello 1 (10–15 m): destinato al combattimento e al ricovero provvisorio.
  • Livello 2 (circa 18 m): area residenziale principale per la popolazione e sede del comando, provvista di piccoli "alloggi" per ciascun nucleo familiare.
  • Livello 3 (22–23 m): deposito di viveri, armi e materiali di supporto logistico destinati all'isola di Con Co.

Il complesso presenta 13 ingressi e uscite accuratamente mimetizzati, gallerie con profilo a volta per facilitare il deflusso delle acque, pozzi d'acqua dolce, cucine, un asilo nido, una sala per le assemblee e un ingegnoso impianto di ventilazione naturale.

Oltre a configurarsi come una straordinaria opera di ingegneria militare, il sito di Vinh Moc è ricordato come un autentico "villaggio sotterraneo", testimonianza indelebile della tenacia e della straordinaria vitalità della popolazione e dei combattenti di Quang Tri durante gli anni della guerra.

5. Le sfide e le estreme difficoltà affrontate durante i lavori di scavo

La realizzazione dei Tunnel di Vinh Moc ebbe luogo in condizioni estremamente proibitive, nel pieno della violenza bellica e con una drammatica penuria di risorse. Più che una semplice struttura difensiva, essa rappresenta una testimonianza tangibile della fermezza e del coraggio dell'esercito e del popolo di Vinh Linh.

  • Bombardamenti incessanti: Lavorando costantemente sotto il fuoco aereo, vari altri rifugi a Vinh Linh crollarono provocando gravi perdite (centinaia di vittime in altre gallerie dell'area).
  • Strumenti rudimentali: Assenza totale di macchinari moderni, penombra quasi assoluta (si usavano lucerne a petrolio e torce di bambù) e scarsità di ossigeno man mano che si scendeva in profondità.
  • Complessità geologica e tecnica: Raggiungere una profondità di 15-20 m garantendo che due tratti di galleria scavati da direzioni opposte si congiungessero con millimetrica precisione, avvalendosi soltanto di una bussola e di aste curve in legno.
  • Condizioni di vita estreme: Oltre 600 persone condivisero a lungo spazi angusti, carenza di ossigeno e un elevato tasso di umidità. Ciò nonostante, all'interno di questi tunnel nacquero ben 17 bambini.
Il tunnel trasformato in villaggio sotterraneo
Foto: Il tunnel trasformato in villaggio sotterraneo 

I Tunnel di Vinh Moc non sono soltanto un prodigio architettonico, bensì la prova vivente della forza morale e del profondo patriottismo del popolo vietnamita. A colpi di zappe rudimentali, essi edificarono una vera e propria "fortezza antica nelle viscere della terra", custode di memorie di sacrificio, fierezza e inesausto attaccamento alla vita. Partecipando ai tour dei Tunnel di Vinh Moc, potrete percepire il respiro vivo della storia e ammirare la nobiltà di una nazione eroica che ha superato ogni avversità per difendere la propria terra natia. 

Caricamento......

Destinazioni in evidenza