Dopo gli Accordi di Ginevra del 1954, Vinh Linh divenne una zona di confine, situata immediatamente a nord del fiume Ben Hai. Rappresentava la prima linea del Nord socialista, oltre a costituire una posizione strategica cruciale per inviare rifornimenti al Sud e proteggere l'isola di Con Co. A partire dal 1965, dopo l'incidente del Golfo del Tonchino, gli Stati Uniti intensificarono la guerra di distruzione attraverso bombardamenti aerei e colpi di artiglieria. Vinh Linh divenne un bersaglio primario, subendo lo sgancio di oltre 700.000 tonnellate di ordigni tra il 1965 e il 1972. In media, ogni singolo abitante dovette sopportare circa 7 tonnellate di bombe.
Il villaggio di Vinh Moc, affacciato direttamente sul mare e distante circa 7 km da Cua Tung, era considerato una "zona della morte", bersagliata costantemente dai velivoli e dalle flotte navali. In superficie, i centri abitati furono rasi al suolo. Proprio in questo drammatico scenario di vita o di morte, lo slogan «Non cedere un solo palmo, non allontanarsi di un millimetro. Ogni villaggio, ogni comune è una fortezza» offrì la motivazione fondamentale all'esercito e alla popolazione locale di Vinh Linh per trasferire la propria esistenza dalla superficie alle viscere della terra.



