Santuario di My Son: la bellezza decadente dal fascino magnetico

Vietnam centrale

Da Nang

Sovaba.travel

Aggiornato: 25/09/2026

1. Dove si trova il Santuario di My Son?

Il Santuario di My Son sorge in una vallata ampia circa 2 km, nel comune di Thu Bon, nella città di Da Nang (in precedenza appartenente al comune di Duy Phu, distretto di Duy Xuyen, provincia di Quang Nam). L'area archeologica dista circa 60–70 km a sud-ovest dal centro della città di Da Nang, circa 40–45 km dall'antica città di Hoi An e non lontano dall'antica fortezza di Tra Kieu, la prima capitale del Regno Champa.

Circondato da catene montuose ondulate e situato in prossimità del bacino del fiume Thu Bon, My Son vanta una posizione al contempo impervia e suggestiva, ideale in passato per l'edificazione del principale centro religioso degli antichi Cham. Il complesso monumentale si estende su una superficie di circa 142 ha, con una zona cuscinetto di 920 ha, e custodisce decine di templi a torre di straordinario valore storico, architettonico e artistico. In virtù di tali eccezionali peculiarità, il Santuario di My Son è stato proclamato Patrimonio Culturale dell'Umanità dall'UNESCO nel 1999, affermandosi come una delle mete storico-culturali più rappresentative del Vietnam centrale.

Thánh địa Mỹ Sơn cách phố cổ Hội An khoảng 40km

Foto: Il Santuario di My Son dista circa 40 km dall'antica città di Hoi An 

2. Storia della fondazione e ruolo del Santuario di My Son

My Son fu fondato a partire dal IV secolo sotto il regno del sovrano Bhadravarman I (circa 381-413 d.C.), inizialmente come tempio in legno dedicato al dio Shiva. In seguito a numerosi restauri e a nuove costruzioni protrattisi per 9-10 secoli (fino al XIII secolo), il sito è divenuto il principale santuario del Regno Champa.

Ruolo storico:

  • Centro religioso: Luogo di celebrazione di riti sacrificali e culto di Shiva (oltre ad altre divinità dell'induismo). I sovrani del Regno Champa consideravano questo spazio il punto di connessione con gli dèi, erigendovi linga (simboli sacri della fecondità) per affermare la propria autorità.

  • Necropoli reale: Luogo di sepoltura di sovrani e membri della famiglia reale.

  • Centro politico-culturale: Rifletteva l'interazione tra la cultura indiana e quella autoctona Champa, testimoniando la vitalità di una civiltà un tempo fiorente nel Sud-est asiatico.

Dopo il declino del Regno Champa, My Son cadde nell'oblio fino alla sua riscoperta da parte dei francesi nel 1885. Gli eventi bellici hanno provocato gravi devastazioni (in particolare i bombardamenti americani), ma gli sforzi di restauro condotti da Francia, Polonia e Vietnam hanno permesso di preservare ciò che rimane di oltre 70 strutture architettoniche.

Thánh Địa Mỹ Sơn được xây dựng bằng gạch

Foto: Il Santuario di My Son è stato costruito in mattoni 

3. L'architettura dei templi a torre di My Son

L'architettura del Santuario di My Son rappresenta la quintessenza di una tecnica costruttiva unica, con torri-tempio edificate in mattoni rossi cotti, privi di malta, saldati saldamente mediante resine naturali o colle vegetali (come la resina dell'albero di Dipterocarpus o la melassa di canna da zucchero), formando una massa compatta capace di resistere all'usura del tempo. Ogni complesso templare comprende un kalan (torre principale dedicata a Shiva o al linga), un mandapa (atrio per le offerte, i canti e le danze), un gopura (torre-porta d'ingresso orientata verso est) e una kosagrha (struttura adibita a deposito per gli oggetti sacri). Le torri presentano una sagoma piramidale a base quadrata, con una copertura a tre livelli rastremati verso l'alto, simbolo del Monte Meru, la montagna sacra dell'induismo.

Gli stili architettonici includono:

  • Stile antico (VII-VIII secolo): come E1 ed F1, dalle linee semplici con mattoni levigati e accostati.
  • Stile Hoa Lai (fine VIII - inizio IX secolo): come A2 e C7, con una marcata influenza indiana.
  • Stile Dong Duong (fine IX - inizio X secolo): come A10 e B4, caratterizzato dall'integrazione di elementi buddhisti.
  • Stile My Son A1 (X secolo): capolavori come B5 e C1, slanciati verso l'alto con decorazioni raffinate.
  • Stile Binh Dinh (fine XI - inizio XIV secolo): come B1, G e H, dalla struttura più complessa.

La tecnica costruttiva rimane tuttora avvolta nel mistero: mattoni cotti a bassa temperatura ma straordinariamente resistenti, forse posati crudi e poi cotti nell'intera struttura della torre, oppure uniti con una malta di argilla e poi ricotti. L'arenaria veniva impiegata per elementi decorativi quali stipiti, architravi e piedistalli d'altare. Unico nel suo genere è un tempio in pietra alto oltre 30 metri nel gruppo A, rimasto incompiuto.

4. L'arte della scultura Champa al Santuario di My Son

L'arte scultorea del Santuario di My Son è un'armoniosa fusione tra gli influssi della cultura indiana e l'identità Champa. Gli artigiani scolpivano direttamente sui mattoni cotti e sull'arenaria, dando vita a bassorilievi finemente cesellati che ritraggono divinità indù, danzatrici Apsara, animali sacri come elefanti e leoni, nonché motivi floreali dal profondo significato religioso.

Il tratto distintivo di My Son risiede nella rara tecnica di intaglio diretto sul mattone, che riflette l'altissimo livello di maestria raggiunto dagli antichi Cham. Sebbene molti preziosi reperti siano oggi custoditi presso il Museo della Scultura Cham di Da Nang, le opere ancora visibili sul sito archeologico sono più che sufficienti a far percepire ai visitatori la straordinaria bellezza e il valore artistico senza tempo di questo patrimonio.

5. Esperienze di visita al Santuario di My Son per i viaggiatori

Durante la visita al Santuario di My Son, i viaggiatori possono esplorare questo patrimonio attraverso molteplici attività e ambienti, ciascuno dei quali contribuisce a metterne in luce il valore storico e culturale:

  • Esplorazione del complesso templare: Oltre 70 strutture sono suddivise nei gruppi A, B, C, D, E, F, G, H e K, collegati tra loro da un'antica via principale larga circa 8 metri che conduce all'area centrale.
  • Apprezzamento delle arti Champa: Assistere agli spettacoli di danza Apsara e di musica tradizionale Cham presso il padiglione dedicato, che rievocano le antiche cerimonie e i riti religiosi.
  • Visita al museo di My Son: Uno spazio espositivo di 5.400 m² che presenta manufatti in arenaria, stele inscritte, modelli in scala dei templi e rilevanti documenti archeologici.
  • Esperienza dei festival tradizionali: Partecipare al festival di Kate (nel settimo mese del calendario lunare) per immergersi nelle danze rituali e nelle espressioni popolari caratteristiche della comunità Cham.
  • Spostamenti ed esplorazione paesaggistica: Possibilità di utilizzare navette elettriche o di percorrere a piedi i sentieri attraverso la foresta, ammirando il paesaggio naturale e fotografando gli antichi complessi di torri.
  • Informazioni pratiche per la visita: Biglietto d'ingresso a 100.000 VNĐ per i cittadini vietnamiti, 150.000 VNĐ per i visitatori stranieri; apertura giornaliera dalle 6:00 alle 17:00.

Grazie a una vasta gamma di esperienze e a un contesto di grande profondità storica, il Santuario di My Son offre ai visitatori una prospettiva completa sull'eredità Champa, ben oltre una semplice escursione turistica.

Nhiều ngôi đền tháp với kiến trúc độc đáo
Foto: Numerose torri-tempio dall'architettura singolare 

6. Il periodo ideale per scoprire il Santuario di My Son

Affinché la visita al Santuario di My Son si svolga nelle migliori condizioni possibili, la scelta del momento opportuno riveste un ruolo fondamentale. Di seguito sono indicati i periodi e gli orari ideali da prendere in considerazione:

  • Stagione secca (da febbraio ad agosto): È il periodo più indicato per esplorare My Son grazie a condizioni meteorologiche stabili e piogge scarse, ideali per gli spostamenti e le visite all'aperto.
  • Fascia oraria ideale per la visita: Anche durante l'alta stagione turistica (da gennaio ad aprile), l'intervallo tra le 6:00 e le 9:00 del mattino conserva una piacevole quiete, permettendo di cogliere appieno l'atmosfera suggestiva e solenne del santuario.
  • Stagione delle piogge (da settembre a dicembre): È consigliabile limitare le visite in questo periodo a causa delle precipitazioni frequenti, dei sentieri scivolosi e del potenziale rischio di allagamenti, fattori che possono compromettere l'esperienza di visita.

Scegliere il momento adatto non solo garantisce un viaggio più agevole e sicuro, ma valorizza anche l'essenza mistica e raccolta del Santuario di My Son in ogni istante del percorso.

7. Guida agli spostamenti verso il Santuario di My Son da Hoi An e Da Nang

Raggiungere il Santuario di My Son è agevole grazie a soluzioni flessibili, adatte a diversi punti di partenza e budget. Di seguito sono illustrate le principali opzioni a disposizione:

Da Hoi An (40–50 km):

  • In moto o in auto lungo la Statale 1A e la strada provinciale 610, con un tempo di percorrenza di 1–1,5 ore
  • In taxi andata e ritorno per circa 500.000 VNĐ

Da Da Nang (69 km):

  • In autobus (linea 06), tempo di percorrenza 1,5 ore, costo compreso tra 8.000 e 30.000 VNĐ
  • In moto o auto privata percorrendo la Statale 1A – 14B
  • In shuttle bus o veicolo condiviso: 200.000 VNĐ a persona andata e ritorno

Nel complesso, la comodità dei percorsi e la varietà dei mezzi consentono di inserire con facilità il Santuario di My Son in un itinerario giornaliero da Hoi An o Da Nang.

Check-in thánh địa Mỹ Sơn
Foto: Visita al Santuario di My Son 

Le torri-tempio segnate dal tempo nel Santuario di My Son non conservano più la loro forma originaria, eppure è proprio questa assenza a svelare la grandezza di una civiltà un tempo straordinariamente fiorente. My Son non attrae per la mera imponenza, bensì per la capacità di invitare al raccoglimento e alla riflessione sul rapporto tra tempo, fede e creatività artistica. Nel panorama del patrimonio vietnamita, questo luogo occupa un posto di rilievo: non è soltanto la testimonianza del passato Champa, ma anche un invito costante a tutelare e comprendere le vestigia che continuano silenziosamente a convivere con il nostro presente.

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