Le origini della città antica di Hoi An risalgono al II secolo d.C., quando questo territorio faceva parte del Regno di Champa con il nome di Lam Ap Pho, fungendo da primordiale scalo marittimo. Tra il XV e il XVI secolo, sotto il regno del Dai Viet, Hoi An iniziò a strutturarsi come un importante porto mercantile grazie alla sua posizione strategica lungo il fiume Thu Bon, a breve distanza dallo sbocco sul mare. Nel 1527, durante la dinastia Le, l'ascesa al trono di Mac Dang Dung portò alla divisione tra Nord e Sud; fu allora che il signore Nguyen Hoang promosse lo sviluppo del Dang Trong, trasformando Hoi An in uno dei porti commerciali internazionali più fiorenti dell'intero Sud-est asiatico.

Tra il XVII e il XVIII secolo, Hoi An raggiunse il culmine del suo splendore grazie alla presenza stabile di mercanti giapponesi, cinesi, portoghesi, olandesi e indiani. Il quartiere giapponese sorse nel 1617 ospitando oltre 1.000 residenti nipponici e lasciando testimonianze iconiche come il celebre Ponte Coperto Giapponese. Anche la comunità cinese istituì le proprie sale delle assemblee, contribuendo alla straordinaria ricchezza culturale del luogo. Tuttavia, nel corso del XIX secolo, il progressivo insabbiamento del fiume Thu Bon e la rapida ascesa del porto di Da Nang causarono il declino di Hoi An; questo lungo periodo di isolamento ha paradossalmente consentito la perfetta conservazione della sua architettura originaria. Oggi, con più di 1.107 edifici tradizionali in legno risalenti al XVII e XVIII secolo, Hoi An si presenta come un prezioso «museo vivente» di un antico porto mercantile dell'Asia orientale.




