Tan Hoa, una placida vallata nel distretto di Minh Hoa, provincia di Quang Binh, si estende su oltre 7.400 ettari racchiusi tra imponenti catene montuose calcaree. Qui vivono quasi 3.364 persone (secondo i dati del 2022), in gran parte appartenenti alla comunità Nguon, un sottogruppo del popolo vietnamita custode di un'antica cultura indigena. Ogni anno la zona affronta da due a tre grandi piene, ma anziché cedere al panico, gli abitanti di Tan Hoa le accolgono con serenità, poiché le alluvioni sono ormai parte integrante della loro quotidianità, un ciclo naturale con cui hanno imparato a convivere e ad adattarsi.
Quando il livello dell'acqua sale, Tan Hoa si trasforma in una sorta di "baia di Ha Long terrestre": le vette calcaree emergono da una vasta distesa d'acqua, creando un quadro naturale al tempo stesso incontaminato e suggestivo. Dalle sorgenti a monte, il fiume Rao Nan scorre impetuoso con acque dalle tonalità color verde giada, sommergendo campi, villaggi e sentieri, tramutando la valle un tempo asciutta in un immenso specchio d'acqua.

Questo corso d'acqua non è soltanto una linfa vitale che nutre i raccolti, ma è anche indissolubilmente legato alla vita della popolazione locale da innumerevoli generazioni. In passato, a ogni piena, le famiglie dovevano inerpicarsi lungo le pareti montuose per trovare rifugio temporaneo in attesa del deflusso delle acque. Prima della creazione delle case galleggianti capaci di adattarsi alla natura, il popolo Nguon costruiva abitazioni tradizionali su pali interrati o strutture in legno con travature rinforzate per resistere all'innalzamento del livello idrico. Chi disponeva di maggiori risorse realizzava abitazioni a pianta a forma di T con tetti in foglie di palma, più robuste per fronteggiare la forza degli elementi.

