La scoperta della Grotta di Phong Nha non è avvenuta all'improvviso, ma rappresenta il frutto di approcci ed esplorazioni condotte da generazioni di individui. Secondo le fonti storiche, l'antico popolo Champa è ritenuto il primo ad aver scoperto e utilizzato la cavità migliaia di anni fa, quando la regione di Quang Binh faceva ancora parte del Regno del Champa (dal II secolo fino al 1832). Ne sono testimonianza le antiche iscrizioni Champa incise sulle pareti rocciose all'interno della grotta, a dimostrazione del fatto che questo luogo fungeva sia da santuario religioso sia da rifugio.
Nel XVI secolo, Duong Van An, insigne studioso vietnamita, fu il primo a documentare per iscritto la Grotta di Phong Nha nell'opera "O Chau can luc" del 1550. Egli descrisse la grotta come una maestosa cavità percorsa da un fiume sotterraneo e impreziosita da stalattiti scintillanti. Tuttavia, fu solo verso la fine del XIX secolo che il sacerdote francese Léopold Michel Cadière inserì ufficialmente la grotta nelle mappe delle grandi esplorazioni moderne. Nel 1899, Cadière scoprì le iscrizioni Cham e consacrò Phong Nha con il titolo di "Prima Grotta d'Indocina". In seguito, l'esploratore britannico Barton (1924) e le spedizioni congiunte anglo-vietnamite a partire dagli anni '90 hanno contribuito a svelare con precisione la straordinaria scala della grotta.
In sintesi, la Grotta di Phong Nha fu scoperta per la prima volta dagli antichi Champa, ma sono stati gli esploratori occidentali e vietnamiti a portarla alla luce della moderna comunità scientifica.



