Chùa Cầu (antico nome: Lai Vien Kieu, noto anche come Ponte Giapponese) sorge nel punto di collegamento tra le vie Tran Phu e Nguyen Thi Minh Khai, attraversando un piccolo affluente del fiume Hoai nel cuore di Hoi An. Si tratta di un'opera architettonica straordinaria, strettamente legata alla storia della nascita e dello sviluppo dell'antico porto commerciale internazionale di Faifo. Secondo affidabili fonti storiche, il ponte fu costruito dalla comunità giapponese tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo (prima del 1617, presumibilmente intorno al 1593) per collegare il quartiere dei residenti giapponesi con l'area abitata dai cinesi, favorendo così le attività commerciali.
Nel 1633, con l'entrata in vigore della politica di isolamento nazionale («Sakoku») in Giappone, i giapponesi rientrarono gradualmente in patria; la comunità dei Minh Huong (cinesi stabilitisi a lungo termine) rilevò e restaurò la struttura. Nel 1653, il dignitario Khong Thien Nhu promosse la costruzione di un tempietto dedicato a Bac De Tran Vu (il Dio del Nord Tran Vu) al di sopra del ponte, dando vita al peculiare modello architettonico «sopra santuario, sotto ponte», in cui lo spazio di culto sovrasta la passerella pedonale.

Nel 1719, il signore Nguyen Phuc Chu donò una targa orizzontale laccata con incisi i tre caratteri «Lai Vien Kieu» (Ponte degli Amici da Lontano), ispirandosi a una frase dei Dialoghi di Confucio: «Avere amici che giungono da lontano, non è forse una grande gioia?», a testimonianza dello spirito di apertura e degli scambi internazionali del porto di Hoi An all'epoca. L'armoniosa fusione tra le tecniche costruttive giapponesi, gli elementi spirituali della comunità Minh Huong e lo stile architettonico vietnamita ha dato vita a un'opera ricca sia di valore pratico che di profondo significato spirituale. Attraverso oltre 400 anni e molteplici restauri dovuti alle inondazioni, Chùa Cầu si erge ancora oggi come saldo simbolo dell'antica cittadina di Hoi An.


