I tabù e le usanze delle minoranze etniche di Quang Binh

Vietnam centrale

Quang Binh

Sovaba.travel

Aggiornato: 25/09/2026

1. La diversità delle minoranze etniche a Quang Binh

Quang Binh, terra situata nel cuore del Vietnam centrale battuta dal sole e dal vento, non è celebre soltanto per le sue vette maestose, i fiumi profondi e le spettacolari grotte, ma è anche la culla di comunità etniche ricche di tradizioni e credenze uniche. I Bru-Van Kieu e i Chut sono due gruppi etnici emblematici, che incarnano l'anima della foresta con consuetudini secolari indissolubilmente legate alla natura circostante.  

Il popolo Bru-Van Kieu, che conta oltre 94.598 persone (secondo i dati del censimento del 2019), risiede principalmente nei distretti montuosi di Quang Binh, Quang Tri e Thua Thien Hue. Il popolo Chut, invece, conta circa 7.513 individui, concentrati soprattutto nelle aree di Minh Hoa e Tuyen Hoa a Quang Binh, ed è suddiviso in sottogruppi quali Arem, Ruc, May, Sach e Malieng. Pur differendo nello stile di vita e nelle abitudini quotidiane, tutti preservano norme consuetudinarie proprie, tramandate di generazione in generazione per rispettare la natura, proteggere la comunità e mantenere vivo il contatto con gli antenati.  

Il popolo Ruc a Quang Binh
Foto: Il popolo Ruc a Quang Binh

I tabù non rappresentano unicamente un credo religioso, bensì vere e proprie regole non scritte della vita sociale. Aiutano l'uomo a vivere in armonia con la foresta primordiale, i corsi d'acqua e le divinità invisibili che, secondo la loro fede, vegliano costantemente sulla comunità per proteggerla.

2. I tabù culturali delle minoranze etniche

Il popolo Bru-Van Kieu crede da sempre che il mondo non sia popolato soltanto dagli esseri umani, ma anche da divinità, spiriti dei boschi e delle sorgenti, entità invisibili e potenti. Per questa ragione, nella vita di tutti i giorni osservano rigidi divieti per evitare di offendere gli antenati e gli spiriti protettori.  

Venerano con devozione il fuoco e la divinità del focolare, considerati i custodi del calore e dell'armonia familiare. Nel giorno in cui la sposa entra nella casa maritale, la suocera la conduce in cucina, istruendola con cura sulla gestione dei fornelli, poiché il focolare non è solo il luogo in cui si prepara il cibo, ma il centro da cui dipendono la pace e l'abbondanza di tutta la famiglia. La novella sposa è tenuta a seguire una norma precisa: può muoversi unicamente tra la cucina e la stanza matrimoniale, senza mai accedere alla sala principale, tradizionalmente riservata agli ospiti.  

I Van Kieu evitano rigorosamente anche di pronunciare il nome dei defunti. Dopo le esequie e la sepoltura nella foresta sacra degli spiriti, si considera concluso ogni legame terreno con la persona scomparsa. Pronunciare il suo nome, toccare i suoi oggetti personali o compiere qualsiasi atto correlato è ritenuto fonte di sventura.  

Anche il popolo Chut, e in particolare il sottogruppo Ma Lieng, osserva usanze e divieti specifici. Quando vi sono ospiti in casa, è severamente vietato fischiare al chiuso. Come spiega l'anziano del villaggio Cao Dung, questo gesto richiamerebbe gli spiriti erranti e costituirebbe una grave mancanza di rispetto verso gli spiriti tutelari della casa. Inoltre, i Chut temono profondamente i fulmini, poiché vi ravvisano l'ira divina, foriera di eventi nefasti.  

Un rituale del popolo Chut a Quang Binh
Foto: Un rituale del popolo Chut a Quang Binh

Alcuni altri importanti divieti e tabù: 

  • Natura: è vietato accedere alle foreste sacre, cacciare animali considerati sacri o sfruttare alberi e sorgenti d'acqua in modo indiscriminato.  
  • Antenati e spiritualità: non toccare gli effetti personali dei defunti e non pronunciarne il nome per un determinato periodo di tempo.  
  •  Consuetudini del villaggio: i Chut ripongono piena fiducia nell'autorità del capo villaggio; qualsiasi rito propiziatorio o decisione relativa ai cicli agricoli deve essere stabilita da lui.  

Queste interdizioni non rappresentano semplici credenze, bensì un codice etico per vivere in armonia con la natura, con il regno spirituale e all'interno della comunità.

3. Significato culturale e sociale

I tabù non sono semplici regole sociali, ma un ponte che connette l'essere umano con la natura, gli antenati e la collettività. Ogni divieto custodisce un messaggio profondo: non violare le foreste sacre non risponde solo a una credenza spirituale, ma contribuisce attivamente alla tutela dell'ambiente, preservando boschi incontaminati nei quali la comunità riconosce la presenza delle divinità. Allo stesso modo, le norme funerarie non costituiscono mere prescrizioni formali, bensì manifestano profondo rispetto per chi non c'è più, garantendo serenità e protezione ai vivi rispetto all'aldilà.  

Il sistema di divieti delle minoranze etniche di Quang Binh riflette una visione del mondo profondamente umanistica, fondata sul rispetto della natura, della memoria ancestrale e dell'equilibrio comunitario. Tali usanze sono state tramandate di generazione in generazione, consentendo a queste culture di preservare la propria identità originaria attraverso lo scorrere del tempo.  

Rispettare la cultura delle minoranze etniche
Foto: Rispettare la cultura delle minoranze etniche 

Per comprendere appieno queste credenze, sono necessari studi approfonditi da parte degli antropologi e la testimonianza diretta delle comunità locali. Quando si visitano questi territori, è opportuno muoversi con discrezione, informarsi preventivamente sulle usanze locali oppure prendere parte ai tour di Quang Binh per ricevere spiegazioni dettagliate dalle guide professionali. Il rispetto per le tradizioni locali, infatti, non solo consente di evitare spiacevoli incomprensioni, ma apre anche le porte a una percezione autentica e profonda di questa terra e della sua gente.

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