La Sala delle Assemblee del Fujian (nota anche come Phước Kiến Hội Quán o Pagoda Kim Son) è situata al civico 46 di via Tran Phu, proprio nel centro storico di Hoi An, nella provincia di Quang Nam. L'opera è nata nel contesto del XVII secolo, periodo in cui il porto mercantile di Hoi An visse il suo massimo splendore, affermandosi come snodo commerciale di primaria importanza nel Sud-est asiatico.
Secondo documenti d'archivio e leggende popolari, intorno al 1697 questo luogo ospitava originariamente solo un piccolo tempio con tetto in paglia denominato Kim Son Tu, eretto dagli abitanti locali per la venerazione del Buddha. Narra la leggenda che una statua sacra (legata al culto buddista o alla dea Thien Hau Thanh Mau) fu trasportata dalle onde sulla riva di Hoi An; la popolazione utilizzò in seguito l'oro presente sulla statua per finanziare la costruzione del santuario.

Quando la comunità dei mercanti cinesi originari del Fujian – una delle prime e più consistenti ondate migratorie giunte a Hoi An – vi si stabilì per affari, acquistò il tempio e lo trasformò in una sala delle assemblee destinata alle esigenze spirituali e alle attività comunitarie. Nel 1757, la corporazione del Fujian intraprese un imponente restauro, ricostruendo l'edificio con mura in mattoni e solide coperture in tegole secondo la conformazione visibile oggi, ribattezzandolo ufficialmente Phuoc Kien Hoi Quan.
Nelle epoche successive, la sala è stata sottoposta a ulteriori restauri di rilievo, in particolare tra il 1970 e il 1974 con l'edificazione del portale esterno, del bacino d'acqua e della pavimentazione del cortile. Nel 1990 l'edificio è stato proclamato Monumento storico-culturale di rilevanza nazionale, a testimonianza del suo straordinario valore storico e architettonico. Oltre a essere un venerato spazio sacro, la Sala delle Assemblee del Fujian ha svolto la funzione di centro d'incontro e mutuo soccorso per la diaspora del Fujian, mercanti che hanno impresso un impulso determinante al dinamismo economico del porto di Hoi An. L'opera rappresenta pertanto una testimonianza tangibile dell'osmosi culturale tra tradizione vietnamita e cinese, con influenze giapponesi integrate nel contesto urbano del borgo antico.



