I rituali delle minoranze etniche a Quang Binh: alla scoperta di un'identità culturale unica

Vietnam centrale

Quang Binh

Sovaba.travel

Aggiornato: 25/09/2026

1. Il festival del tamburo

Nel cuore della foresta vergine primaria del comune di Thuong Trach, distretto di Bo Trach, dove il popolo Ma Coong vive isolato a stretto contatto con la natura incontaminata, ogni anno, nella notte di plenilunio del primo mese lunare, risuona il Festival del tamburo, come un risveglio per le foreste montane, un richiamo sacro proveniente dal passato. Più che un semplice evento comunitario, questa celebrazione rappresenta l'anima culturale dei Ma Coong, riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale Nazionale dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo.

Per prepararsi a questa grandiosa festività, la comunità Ma Coong si adopera per interi mesi: si intrecciano gabbie per polli, si costruiscono tamburi, si scelgono i giorni propizi e si preparano le offerte. Il tamburo è realizzato con il tronco dell'albero chi-cup, un legname pregiato delle fitte foreste, poi rivestito con pelle di bue o di bufalo per garantire un suono profondo e potente. Le bacchette vengono intagliate a mano da flessibili canne di rattan selvatico. I doni votivi offerti a Giang, la divinità suprema, includono vino tradizionale bevuto con cannucce di canna, pollo, pesce, riso glutinoso cotto al vapore, germogli di rattan e fusti della palma zuccherina doac.

La cerimonia del tamburo del popolo Ma Coong
Foto: La cerimonia del tamburo del popolo Ma Coong 

Quando cala la notte, il bagliore tremolante del fuoco riflette le sagome dei giovani e robusti uomini del villaggio che si alternano a percuotere il tamburo. Il ritmo rimbombante, unito ai canti festosi e alle danze tradizionali, si innalza come un inno solenne rivolto al cielo e alla terra. Per i Ma Coong, il suono del tamburo è il respiro stesso della vita, una supplica per scacciare gli spiriti maligni e invocare raccolti abbondanti e serenità per la comunità.

L'atmosfera festiva si fa magica e vibrante: la cultura locale trova la sua massima espressione tra i rintocchi sacri, i canti e le danze che narrano di vita quotidiana, amore e antenati. I profumi inebrianti del vino tradizionale, la fragranza del riso glutinoso e il gusto saporito della carne arrosto si fondono con i racconti narrati attorno al focolare, trasportando ogni visitatore in una dimensione sospesa tra rito e festa, tra realtà e sogno. Il festival del tamburo non è solo l'orgoglio del popolo Ma Coong, ma anche una viva testimonianza della straordinaria resilienza di una civiltà poco conosciuta che continua a risplendere silenziosamente tra i maestosi monti di Truong Son.

2. La festa della semina del riso

All'arrivo del settimo mese lunare, tra le montagne nebbiose di Truong Son, i Bru - Van Kieu e la comunità Moc del comune di Truong Son, distretto di Quang Ninh, si riuniscono per celebrare la Festa della semina del riso, conosciuta affettuosamente nel linguaggio popolare come il rito della "copertura delle buche". Non si tratta solo di una cerimonia agricola annuale, ma di un singolare patrimonio culturale immateriale che riflette la memoria ancestrale della vita seminomade, l'armonia indissolubile tra uomo e natura, e il legame profondo tra semi e fede spirituale.

Nella concezione delle popolazioni locali, la Dea del Riso è la divinità della vita, la madre premurosa che nutre l'intero villaggio attraverso le spighe dorate. Nel giorno di festa, ogni famiglia designa un membro incaricato di portare sementi di riso riposte in ceste di bambù intrecciato, per convergere nello spazio comunitario e celebrare insieme il rituale. I giovani più vigorosi del villaggio portano a spalla un maiale bianco per il sacrificio votivo, offerta solenne dedicata agli spiriti con profonda devozione e con la speranza di prosperità e sazietà.

La cerimonia sacrificale si svolge in un'atmosfera solenne: il maestro officiante, indossando l'abito tradizionale, sparge i semi sul terreno e intona suppliche affinché piogge favorevoli e venti miti proteggano i campi, uccelli e roditori restino lontani, e i chicchi germoglino vigorosi per la nuova stagione. Al termine delle orazioni sacre, la festa esplode in un coro di risate e allegria: gli applausi e le grida di incoraggiamento risuonano durante gare di spinta col bastone, tiro alla fune e lancio della palla di stoffa, giochi popolari che non solo esaltano la forza fisica ma simboleggiano anche la coesione comunitaria.

La festa della semina del riso del popolo Bru-Van Kieu
Foto: La festa della semina del riso del popolo Bru-Van Kieu 

Il mercatino gastronomico custodisce i sapori autentici della montagna: tortini di riso glutinoso cotti in foglie di bosco, tenera carne di maiale locale arrostita e dorata, croccanti germogli di bambù selvatico e vino tradizionale si accompagnano alle conversazioni conviviali attorno al fuoco. Tutto ciò compone un quadro culturale vivido, accogliente e traboccante di calore umano. La festa della semina non è soltanto una preghiera per un buon raccolto, ma una promessa tramandata di generazione in generazione: i Bru - Van Kieu rimarranno per sempre legati alla terra, alle foreste e a ogni singolo chicco di riso come alla loro stessa carne. In ogni rituale e a ogni passo di danza della festa, si rinnova il battito culturale dal passato al presente, tenace e rigoglioso come i campi che invocano nelle loro preghiere.

3. Il rituale propiziatorio di pace e di invocazione della pioggia del popolo Ruc

Nascosto tra gli aspri rilievi carsici del comune di Thuong Hoa, distretto di Minh Hoa, il popolo Ruc, uno dei rari gruppi proto-viet-muong ancora presenti in Vietnam, preserva ancora intatti i propri sacri rituali di propiziazione per la pace e di invocazione della pioggia, profondamente legati alla spiritualità e alla vita comunitaria. Rimasto interrotto per decenni a causa dello stile di vita seminomade e delle dure condizioni di sopravvivenza, questo antico cerimoniale è stato ripristinato solo da circa un decennio, mantenendo inalterata la sua aura mistica e sacrale.

Oggi il rito di propiziazione per la pace viene officiato solennemente presso la casa comunitaria dei villaggi di On, Yen Hop o Mo O O O, sotto la guida degli anziani del villaggio, custodi stimati della saggezza tradizionale. Gli abitanti contribuiscono offrendo un maiale e prodotti tipici della terra come vino di palma doac, riso glutinoso e riso comune, a testimonianza della sincera devozione e della solidarietà per la serenità di tutti. Il rito prende il via con una spedizione speciale: gli anziani più esperti si addentrano nella fitta giungla per reperire 7 pietre calcaree e un fascio di foglie sacre della foresta chiamate "tri ang ca panh" o "xa la", elementi indispensabili per la purificazione e per stabilire un legame con le divinità.

La cerimonia di propiziazione per la pace e la pioggia del popolo Ruc
Foto: La cerimonia di propiziazione per la pace e la pioggia del popolo Ruc

Dopo essere state pulite e arroventate sul fuoco, le 7 pietre calcaree vengono immerse in un bacile d'acqua arricchito con foglie di tri ang ca panh; quest'acqua sacra viene adoperata dai Ruc per la purificazione del corpo prima del rito. Solo una volta purificati nel corpo e nello spirito, i fedeli procedono con la cerimonia principale: la recita delle preghiere di supplica, con cui si rivolgono agli spiriti delle montagne e della pioggia per invocare salute, condizioni meteorologiche favorevoli e protezione per l'intera comunità contro siccità, malattie o avversità.

Il rito di pace dei Ruc non è solo una liturgia spirituale, ma il simbolo tangibile di fede, coesione sociale e identità ancestrale custodita nel cuore della foresta, dove ogni preghiera e ogni pietra infuocata riflettono l'armonia millenaria di questo straordinario popolo con la natura circostante.

4. Il rito di venerazione dello Spirito della Foresta del popolo Ma Lieng

Per i Ma Lieng, un ramo dell'etnia Chut residente principalmente nel distretto di Tuyen Hoa, provincia di Quang Binh, lo Spirito della Foresta non è solo un simbolo sacro, ma la divinità suprema che vigila su ogni aspetto dell'esistenza: dalla salute e dai raccolti alla caccia, alla raccolta, fino alla fondazione dei villaggi e alla difesa delle terre. Per questo motivo, nei momenti salienti dell'anno, il rito di venerazione dello Spirito della Foresta viene officiato con somma devozione, come fervente preghiera e profonda gratitudine rivolte all'entità divina che dimora nella grande foresta.

Questo rito si tiene in due periodi principali dell'anno: il 7° giorno del 7° mese lunare, al termine della semina del riso di collina (rito della chiusura delle buche di semina), e il 10° giorno del 10° mese lunare, conclusa la mietitura, quando il riso è riposto nei granai. La cerimonia si svolge ai margini della foresta alle spalle del villaggio, punto considerato il confine tra il mondo umano e la sfera spirituale. Qui ogni vassoio votivo viene posizionato su tre pali di legno alti circa un metro conficcati nel terreno, formando un altare sacrificale essenziale nel cuore della natura.

A guidare la cerimonia è lo sciamano, figura di grande autorevolezza e stimata devotamente da tutti gli abitanti. Nel rituale dei Ma Lieng non si usano bastoncini d'incenso né carta votiva dorata, elementi tipici della cultura Kinh. Al loro posto si accendono candele di cera d'api naturale, considerate il tramite perfetto tra gli esseri umani e gli spiriti. Anche le offerte sono all'insegna della massima semplicità: riso glutinoso, riso bianco, pesce, carne, pollo bollito, dolci tradizionali e vino, cibi consueti della vita di tutti i giorni che riflettono l'intento di "offrire ciò che vi è di più intimo e autentico".

Un rituale singolare è la divinazione attraverso il lancio dei pezzi di legno: lo sciamano adopera due pezzetti di bambù sagomati, con una faccia concava e una convessa ben distinte, lanciandoli su una lama posta in orizzontale. La combinazione delle facce cadute rivela la risposta degli spiriti: se l'offerta è stata gradita, accolta e se le preghiere della comunità sono state esaudite.

La divinità della foresta più venerata dai Ma Lieng è lo Spirito Len Chut Dac Mo, che dimora sulla rupe di Len Ha (comune di Thanh Hoa), terra sacra considerata la prima dimora degli antenati Ma Lieng. Ogni cerimonia sacrificale consente ai Ma Lieng di riallacciare il sacro filo con le proprie origini, preservando l'identità etnica affinché non solo sopravviva, ma risuoni nelle profondità dei boschi come un canto corale di gratitudine e speranza.

Il rito di venerazione dello Spirito della Foresta del popolo Ma Lieng
Foto: Il rito di venerazione dello Spirito della Foresta del popolo Ma Lieng

Per vivere un'esperienza autentica e consapevole durante i rituali delle minoranze etniche a Quang Binh, si consiglia ai viaggiatori di prepararsi con cura, sia sul piano conoscitivo che su quello dello spirito. Innanzitutto, è opportuno informarsi in anticipo su orari, luoghi e consuetudini specifiche delle cerimonie rivolgendosi ad agenzie di viaggio affidabili o alle autorità locali, per evitare imprevisti. Durante la partecipazione, il rispetto per la cultura locale è fondamentale: indossate un abbigliamento decoroso, mantenete un atteggiamento discreto e garbato, osservate i tabù e le interdizioni tradizionali e chiedete sempre il permesso prima di scattare fotografie agli abitanti o agli spazi sacri. Dopo esservi immersi nell'atmosfera del rito, potrete arricchire il vostro itinerario visitando le celebri meraviglie di Quang Binh, come la grotta di Phong Nha, la sorgente Nuoc Mooc o la spiaggia di Nhat Le.

I rituali delle comunità indigene di Quang Binh sono come rari fiori selvatici che diffondono la propria fragranza discreta nel vasto panorama culturale vietnamita. Dal ritmo frenetico dei tamburi Ma Coong, capace di far fremere le montagne, al solenne rito della semina del riso dei Bru - Van Kieu, intriso di speranza per raccolti propizi, fino alle suggestive sfumature delle cerimonie per la pioggia, ogni celebrazione è un'intensa melodia che narra di origini ancestrali e desideri sinceri, pronta ad accogliere chiunque sappia ascoltarla con animo sensibile e rispetto.

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